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Chi mi paga se dal muro esterno viene umidità nell’appartamento?

Edificio non isolato dall’umidità e dalle infiltrazioni di acqua piovana: se il condominio non fa il cappotto termico deve risarcire il condomino per le macchie di muffa.

Chi risarcisce il condomino per le macchie di umidità apparse sulle pareti del proprio appartamento, per via delle infiltrazioni di acqua provenienti dalla facciata dell’edificio (cosiddetto muro perimetrale)? I muri esterni sono di proprietà di tutti i condomini e, pertanto, la richiesta di risarcimento del danno va inoltrata all’amministratore di condominio. Ma procediamo con ordine perché la questione può essere più insidiosa di quanto sembri.

Chi risarcisce per le infiltrazioni provenienti dai muri esterni?

Se non sono passati 10 anni dall’ultimazione del palazzo, la responsabilità per le infiltrazioni dai muri esterni del palazzo è del costruttore: la ditta che ha realizzato l’immobile è infatti tenuta a una garanzia, nei confronti degli acquirenti, per tutti i vizi che possono derivare agli appartamenti venduti. Ma attenzione: per far valere tale garanzia è necessario che la raccomandata contenente la denuncia dei suddetti vizi va inviata entro e non oltre un anno dal momento in cui il condòmino danneggiato ha conosciuto – eventualmente grazie a un perito da questi appositamente incaricato – l’esatta origine della muffa; inoltre la causa va avviata entro l’anno successivo. Se non si rispettano questi termini, la garanzia del costruttore viene meno.

Resta salva la possibilità per il proprietario di agire direttamente contro il condominio – in qualità di custode del bene – e poi, per quest’ultimo, di rivalersi verso il costruttore se ancora il decennio non è scaduto.

Se invece i 10 anni dall’ultimazione dell’edificio sono trascorsi, la responsabilità è sempre e soltanto del condominio. In pratica, tutti i condomini dovranno risarcire il proprietario danneggiato. E questo perché i muri perimetrali del palazzo sono considerati “parti comuni”, appartenenti cioè a tutti i condomini. Questi ultimi, pertanto, sono responsabili dei danni cagionati a terzi. È quanto chiarito dal Tribunale di Napoli con una recente sentenza.

Fonte WEB Laleggepertutti